chinoiserie
Il chinoiserie, nato in Europa nel XVIII secolo come omaggio all’immaginario orientale, trova in questo allestimento una nuova attualità. Porcellane blu e bianche, simbolo del dialogo tra Oriente e Occidente, diventano architettura decorativa capace di unire rigore e poesia. I fiori, inseriti come in un giardino segreto, amplificano la suggestione di un paesaggio dipinto, mentre la luce plasma l’ambiente in chiave teatrale. È una mise en scène che trasforma la storia del gusto in esperienza contemporanea, sospesa tra arte, cultura e contemplazione.
kintsugi
Il kintsugi, antica arte giapponese di riparare le ceramiche frantumate con polvere d’oro, non è solo tecnica ma filosofia: celebrare le crepe come memoria e rinascita, trasformando la fragilità in forza estetica. Questo allestimento ne traduce l’essenza in chiave contemporanea, attraverso tavole che evocano la preziosità dell’imperfezione e la luce che si posa come oro liquido sulle superfici. La sobrietà dei volumi e la drammaticità delle ombre restituiscono un’atmosfera teatrale, dove ogni dettaglio sembra sospeso tra sacralità e intimità. I fiori, disposti con rigore quasi scultoreo, dialogano con il minimalismo del contesto, rivelando la bellezza del vuoto e la potenza della misura. Ne emerge una visione che intreccia estetica e filosofia, trasformando la tradizione del Sol Levante in un linguaggio universale di resilienza e contemplazione.
Le jardin
Le jardin evoca l’estetica dei giardini europei del XVIII secolo, luoghi di meraviglia e di rappresentazione sociale, dove natura e arte si intrecciavano in un equilibrio simbolico. In questo allestimento, animali scolpiti e dettagli botanici trasformano la tavola in un paesaggio incantato, richiamando le voliere e i cabinet de curiosités che popolavano le dimore aristocratiche. La scelta dei materiali e dei cromatismi – verdi profondi, metalli antichi, trasparenze luminose – restituisce l’atmosfera di un hortus conclusus, insieme domestico e teatrale. Non si tratta di mera decorazione, ma di un racconto sensoriale che celebra la relazione tra l’uomo e il giardino come spazio simbolico, di meraviglia e contemplazione.
eclettica
L’estetica “eclettica” si afferma nell’Ottocento come riflesso della complessità culturale della modernità: un dialogo tra passato e presente, tra alto artigianato e sperimentazione. In queste immagini convivono il rigore classico della mise en place aristocratica e la teatralità del décor déco, mentre rimandi all’Art Nouveau si fondono con citazioni barocche. Il culto dell’oggetto richiama l’estetica del collezionismo borghese. Il bianco e nero evoca l’era d’oro del cinema muto, quando la moda si fece racconto visivo. La composizione richiama la Wunderkammer: uno spazio mentale dove coesistono memoria, bellezza e meraviglia. Contemplazione.
Il cielo in
una stanza
Maroccan
Perfume
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Japanese
Garden
Love is
a Circus
Questo progetto vi dividerà in due: chi ci vede una condanna e chi una magia.
Perché Love is a Circus?
Perché il circo é metafora della vita, un carnevale di emozioni impazzite, di rigore dedito al servizio dell’anarchia
appassionata e irresistibile.