Un progetto site-specific nato dalla luce più lunga dell’anno: il solstizio d’estate.
Ispirato al pensiero ambiguo di Demetrio — “a me sembra che dormiamo, eppure sognamo” —, l’evento prende forma come spazio
ibrido tra razionalità e immaginazione.
Nessun tema preconfezionato, ma un’installazione narrativa che attraversa la natura, la geometria sensibile e l’eredità poetica di
Shakespeare.
Materiali selezionati con precisione, colori come stato d’animo.
La disposizione è architettura: ogni oggetto posizionato come parte di un lessico visivo coerente.
Ogni elemento è stato pensato su misura, calibrato per riflettere una visione progettuale precisa, non replicabile.
Il progetto non decora: interpreta.
Un’esperienza immersiva e colta, pensata per chi ricerca significato, non solo bellezza.
Per chi intende l’evento non come celebrazione, ma come opera temporanea di identità.